Intel Broadwell, il salto evolutivo dei chip a 14 nanometri

  • Pubblicato: 07/01/2015
Intel Broadwell, il salto evolutivo dei chip a 14 nanometri

 Il piatto forte di Intel al Ces di Las Vegas si chiamaBroadwell. L’attesa nuova generazione di processori basata su questa architettura, la quinta, prosegue sulla strada già tracciata con la serie Haswell: migliori prestazioni generali, migliore efficienza energetica, migliore grafica. Le presentazioni fatte al Consumer Electronic Show riguardano un folto gruppo di modelli realizzati con processo produttivo a 14 nanometri,espediente che ha permesso a Intel di inserire più transistor su chip di minori dimensioni: oltre un terzo in più rispetto all’architettura Haswell, ovvero circa 1,9 miliardi su un die di 113 millimetri al quadrato.

I primi processori ad arrivare sul mercato saranno di tipo dual-core e con una cache L3 condivisa fra Cpu e Gpu, mentre nel secondo semestre verranno messi in commercio quattro modelli quad-core. Più precisamente, la gamma include quattordici processori destinati al mercato dei Pc business e consumer, dieci dei quali dotati di grafica integrata Intel HD 5500 e HD 6000 e settati per un consumo massimo di 15 W; altri quattro (disponibili nei mesi prossimi) disporranno di grafica Intel Iris 6100, più potente, arrivando a consumare fino a 28 W. L’architettura Broadwell-U sarà impiegata su processori Core i3, i5 and i7, utilizzati su Pc portatili e desktop, mentre la variante Broadwell-Y sarà impiegata sulle Cpu Core M, destinate ai tablet e più orientate all’efficienza energetica.

Rispetto ad Haswell, Broadwell farà notare i suoi vantaggi sulle performance dei Pc, migliorate del 4%, ma ancora di più sulla grafica, con un incremento del 22% nelle prestazioni del gaming e del 50% nella conversione dei video. In particolare, i nuovi processori permetteranno di portare a 3200 x 1800 la risoluzione su schermi di dimensioni superiori ai 13 pollici. Migliora anche l’efficienza energetica, con la promessa di una durata delle batterie moltiplicata per 1,5.

“Crediamo che queste nuove funzioni e capacità potranno stimolare un ciclo di ricambio di computer”, ha dichiarato Karen Regis, mobile platform marketing manager di Intel. “Oltre 600 milioni di Pc nel mondo hanno quattro anni o più, e questo rappresenta una incredibile opportunità per Intel e per i nostri partner”.

 

Il primo laptop con a bordo i nuovi Intel Core sarà una nuova versione del Chromebook 15 di Acer,un 15,6 pollici economico (da 250 dollari circa) la cui risoluzione arriverà a 1920 x 1080 oppure 1366 x 768 pixel, a seconda delle configurazioni. Acer presenterà poi l’R13, un portatile da 13,3 pollici, e una riedizione dell’ultrabook (da 11,6 o 13,3 pollici) S7, entrambi migliorati nell’autonomia della batteria: fino a dieci ore. Anche Dell si è buttata a capofitto sui nuovi processori Intel con una versione aggiornata del portatile Xps 13.

Sul palco di Las Vegas c’è stato spazio anche per Curie, il nuovo passo di Intel nel mondo dei wearable device. Al momento si tratta ancora di un prototipo in attesa dell’approvazione da parte della Federal Communications Commissions statunitense, ma le promesse sono interessanti: Curie è un modulo hardware grande come un bottone che integra al suo interno un system-on-chip Quark, un modulo Bluetooth Low Energy, sensori a sei assi con accelerometro, giroscopio e una memoria flash da 384 KB. Insieme al modulo, Intel ha già pronto un software Kit da distribuire agli sviluppatori.

 

Date le minuscole dimensioni, Crie potrà essere inserito in dispositivi indossabili di ogni genere, dagli smartwatch ai ciondoli e ai bottoni “smart”. I settori della moda e del lusso, d’altra parte, già rappresentano un terreno di sperimentazione per l’azienda di Santa Clara, che nei mesi scorsi ha stretto accordi con Luxottica e Vuzix per la creazione di smart glass.


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