Amd abbraccia la tecnologia Arm per i server. Ecco il primo chip a 64 bit e a 8 cervelli

  • Pubblicato: 30/01/2014
Amd abbraccia la tecnologia Arm per i server. Ecco il primo chip a 64 bit e a 8 cervelli

Per una Intel che guarda al futuro (verso il computing percettivo, l'Internet delle cose e i dispositivi indossabili) e che punta sui chip Atom "Bay Trail" quad core per sfondare finalmente nel campo dei tablet Android c'è una Amd, rivale storica del colosso di Santa Clara, che rompe gli indugi e annuncia ufficialmente la sua prima famiglia di processori sviluppata su architettura Arm. Il nuovo nato si chiamaOpteron A1100, un chip realizzati con processo produttivo a 28 nanometri e dedicato ai micro server, comparto di mercato che gli analisti accreditano di elevate potenzialità di crescita. Un comparto, quello delle macchine compatte caratterizzate da bassi costi e minori consumi e perfette per alcune tipologie di impieghi in azienda, che l'azienda di Sunnyvale, evidentemente, vuole aggredire per prima sfruttando l'onda lunga della popolarità che la tecnologia Arm ha saputo conquistarsi grazie al proprio predominio in campo mobile.

Il distacco dalla tecnologia x86 


L'annuncio, a giudizio di alcuni addetti ai lavori, è un ulteriore segno della "debolezza" delle architetture di processore x86 in segmenti di prodotto, come gli smartphone, che privilegiano pregi quali l'efficienza energetica e la flessibilità. Microsoft, ricordiamo in tal senso, ha deciso due anni fa (senza raccogliere grandi risultati a dir la verità) di sdoppiare Windows 8 in due versioni per abbracciare, con i suoi tablet Surface, i chip Arm.

Se da una parte la corsa in avanti del silicio per i device mobili guarda ai 64 bit (si vedano i chip A7 di Apple per iPhone 5S e i nuovi iPad o gli stessi Atom "Bay Trail" di Intel pensati per le tavolette Android e Windows 8.1), la svolta di Amd è altrettanto importante per almeno due motivi. Il primo: gli Opteron A1100 sono fra i primi chip Arm a 64 bit e a poter supportare fino a 8 core, sfruttando l'architettura Cortex-A57, e cioè la piattaforma più performante in assoluto di casa Arm. Il secondo: dopo anni di battaglie con Intel sul fronte dei processori x86, ora la società con sede a Sunnyvale allarga i propri orizzonti in segmenti per cui il gigante di Santa Clara sembra non nutrire particolari interessi.

Il boom di Arm in campo server 


L'idea di Amd, chiamata ora a costruire con le terze parti un vero ecosistema di applicazioni, piattaforme operative, compilatori ed hypervisor per i suoi nuovi processori a 64 bit, è per l'appunto quella di guadagnare terreno nella corsa per i micro server. Stando alla società, entro il 2020 un quarto dei sistemi attivi nel mondo sarà basato su architetture Arm, e questo dato spiega da solo perchè Amd abbia deciso di distaccarsi (seppur parzialmente) dalla tecnologia x86, che rimarrà la prima scelta di vendor e chip maker per le soluzioni di fascia medio alta.

Dopo l'acquisizione di SeaMicro nel 2012, primo passo concreto sulla strada dei micro server, Amd lancia ora la sfida per primeggiare nel campo delle Cpu Arm dedicate ai sistemi aziendali. Si parte con i primi campioni dei nuovi chip Opteron pronti entro la fine di marzo, che saranno accompagnati da una piattaforma di sviluppo che dovrà facilitare il compito degli sviluppatori software.

Fonte: Il Sole 24 Ore


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